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Gli impianti biogas possono aiutare ad arginare la crisi del latte in Regione causata dalle limitazioni imposte per il Coronavirus?

Scritto da Banzato Donatella.

Lo scorso 11 marzo, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm recante ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 sull'intero territorio nazionale. Chiusi bar, negozi e ristoranti. Tra i problemi creati dal fermo imposto dall’emergenza c’è anche il mancato ritiro del siero del latte e dei prodotti di origine animale dai caseifici. Sottoprodotti delle lavorazioni casearie che, in tempi ordinari, vengono ritirati e conferiti a specifici impianti, fuori regione. Ma che ora, a causa delle limitazioni imposte ai comparti non definiti essenziali, non vengono più ritirati e si accumulano nei caseifici.

E’ quindi di fondamentale importanza intervenire per poter essere di supporto al settore.

In Regione Lombardia, ieri 16 marzo, è stato pubblicato il Decreto 3419, recante disposizioni urgenti per favorire l’invio del siero del latte tal quale o concentrato presso gli impianti di produzione biogas.

Anche la Regione Veneto si sta muovendo in tal senso.

L’assessore all’agricoltura, Giuseppe Pan, ha interpellato il ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova al fine di trovare una soluzione temporanea, durante queste settimane di emergenza, che consenta di gestire le eccedenze dei sottoprodotti della filiera lattiero-casearia e di evitare il blocco dell’attività dei caseifici.

Due le soluzioni possibili, che Pan prospetta al ministro:

1) consentire l’utilizzo nei campi dei sottoprodotti del latte, in chiave agronomica, estendendo la casistica e le superfici previste dalla normativa vigente;

2) semplificare la normativa sanitaria che attualmente autorizza il conferimento di siero e residuati delle lavorazioni del latte agli impianti di digestione anaerobica presenti nel territorio regionale, che operano utilizzando scarti di origine agricola, per la produzione di energia elettrica rinnovabile.

Quest’ultima sembra essere la soluzione più favorevole per il settore agricolo della nostra Regione, favorendo la produzione di energia elettrica rinnovabile, e la finale produzione di digestato da poter utilizzare nei terreni agricoli come fertilizzante naturale.

Restiamo in attesa di sapere come procederà la Regione per andare in aiuto degli allevatori Veneti.