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Pronto il Decreto per utilizzare il siero del latte negli impianti biogas del Veneto

Scritto da Donatella Banzato.

La Regione Veneto, con la tempestività richiesta dal periodo di crisi, il 19 marzo scorso, ha emanato, con firma del Presidente Luca Zaia, il Decreto n. 31, con il quale viene consentito il conferimento del siero e dei sottoprodotti a base di latte derivanti dalle lavorazioni lattiero - casearie, quali sottoprodotti di origine alimentare (SOA), presso gli impianti agricoli di digestione anaerobica, presenti sul territorio Veneto , ed elencati nel dettaglio nell’Allegato A del Decreto stesso.

Un provvedimento necessario sollecitato negli ultimi giorni dagli allevatori e dalle associazioni di categoria in quanto i caseifici, a causa della riduzione del ritiro del siero da parte delle imprese che lo trasformano, si trovano a dover gestire un sottoprodotto, senza sapere dove collocarlo.

Il problema non è la mancanza della vendita nei supermercati, ma la mancanza della domanda dei prodotti da parte dei ristoratori ed albergatori che, come prescritto dal DPCM 11 marzo 2020 devono tenere chiuse le attività per arginare la diffusione del Corona virus.

Il documento è stato realizzato in tempi strettissimi per affrontare un problema riguardante molte aziende della trasformazione lattiero-casearia: dall’ultimo censimento ISTAT 2018, infatti, risultano 80 i caseifici e le centrali del latte presenti in Veneto, con una raccolta di latte di oltre 10.800.000 quintali.

Per poter usufruire di questa proroga, gli agricoltori interessati dovranno, in primis formulare preventiva richiesta straordinaria di riconoscimento condizionato ai sensi del Reg.(CE) 1069/2009, secondo modalità che verranno definite nei prossimi giorni con apposita nota della UO Veterinaria e Sicurezza Alimentare della Direzione Prevenzione Sicurezza Alimentare Veterinaria. Successivamente il Gestore dell'impianto sarà tenuto a darne preventiva comunicazione, che avrà effetto immediato, alla Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria della Regione, secondo il fac-simile di cui all'Allegato B del Decreto.

Da sottolineare che, con l’utilizzo negli impianti di digestione del siero e dei sottoprodotti a base di latte, il digestato in uscita dagli impianti stessi, acquisirà le caratteristiche di digestato agroindustriale così come da specifiche contenute nel Decreto ministeriale 25 febbraio 2016concernente i “Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonché per la produzione e l’utilizzazione agronomica del digestato“ (G.U. n. 90 del 18 aprile 2016).

Per lo spandimento agronomico dovranno pertanto essere rispettate tutte le condizioni prescritte dalla norma sopra citata, all’art. 29 comma 1.

Le disposizioni adottate con il Decreto avranno validità immediata ed efficacia sino al 30.09.2020

La rete di biogas, oltre a fornire energia elettrica green, rappresenta una grande opportunità per le aziende agricole del territorio, in particolare in caso di crisi come quella che viviamo, e come già sperimentate in passato.


[1] La cifra indicata si riferisce ai quantitativi di latte di vacca, bufala, pecora e capra.