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Obiettivi

Progetto BIOFITO

Trattamento di reflui zootecnici con sistemi tecnologici integrati ai fini della riduzione del carico di nutrienti

Il progetto, di durata triennale e iniziato nel 2013, ha effettuato indagini e sperimentazioni finalizzate all'innovazione tecnologica e agronomica in agricoltura al fine di ridurre il rilascio di nutrienti nel Bacino Scolante della Laguna di Venezia.

Gli obiettivi specifici del progetto BIOFITO sono da un lato implementare tecnologie finalizzate a recuperare e traslocare i flussi di nutrienti contenuti nel digestato da effluenti zootecnici, diminuendo il loro impatto sul terrirorio del Bacino Scolante della Laguna di Venezia, dall'altro verificare, mediante prove sperimentali in campo, l'efficacia agronomica nell'utilizzo dei nutrienti recuprati.

La filosofia perseguita dal progetto BIOFITO è stata quella di ridurre il carico inquinante dei reflui zootecnici mediante l'attivazione di una filiera tecnologica costituita dalla digestione anaerobica seguita dal processo di essicamento del digestato. Attraverso questa strategia si mira ad una riduzione di almeno il 50% del carico inquinante (azoto, fosforo, sostanze organiche, ect) nei reflui trattati, associata a processi di recupero dei nutrienti.

Le due direttrici guida sono state quindi quella della salvaguardia del valore fertilizzante dei reflui zootecnici e dell'implementazione di tecnologie innovative di post-trattamento con la digestione anaerobica, al fine di agevolare la sostenibilità economica della filiera. Il processo è stato studiato presso un impianto aziendale di co-digestione anaerobica alimentato con effluenti di allevamneto, colture dedicate e scarti dell'agro-industria.

L'impianto è dotato di un sistema di post-trattamentodel digestato attraverso essiccamento che produce:

- una frazione concentrata composta da un residuo solido, l'essiccato, e da un prodotto liquido, il solfato ammanico, che vengono utilizzati per la fertilizzazione in campo.
- una frazione liquida, depauperata da parte dei carichi inquinanti, che viene avviata ad un ulteriore finissaggio prima del rilascio nell'ambiente.
La fertilizzazione con l'essiccato e il solfato ammonico è stata confrontata nelle prove di campo con analoga fertilizzazione chimica tradizionale, analizzando le modalità di ditribuzione e i costi economico-ambientali della filiera di trattamento e distribuzione. Con lo sviluppo di questa filiera integrata di trattamento si è voluto costruire un modello in cui la produzione di energia rinnovabil, attraverso il processo di digestione anaerobica, si coniuga con processi chimico-fisici dedicati al recupero dei nutrienti presenti nel digestato che possono essere pienamente valorizzati nell'utilizzo agronomico.