Seminario Emissioni 22 aprile 2015

22-04-2015 Seminario "Emissioni in atmosfera. Nuovi scenari, nuove strategie e nuovi adempimenti”

Parola d’ordine: efficienza.

Efficienza nell’uso dell’azoto, ma più in generale nella gestione e nell’impiego degli effluenti zootecnici (letami, liquami, digestati..) in agricoltura, con una visione integrata e olistica.

E’ quanto emerso nel seminario “Emissioni in atmosfera: nuovi scenari, nuove strategie e nuovi adempimenti” tenutosi presso la Corte Benedettina di Legnaro (PD) il 22 aprile 2015.

Obiettivo primario del convegno era presentare le soluzioni che possono essere messe in atto nelle aziende per ridurre le emissioni di ammoniaca e gas serra (metano e protossido di azoto) in atmosfera derivanti dall’attività agricola e zootecnica, a fronte degli adempimenti normativi a cui sono soggette le aziende zootecniche: Autorizzazione Integrata Ambientale (in applicazione della Direttiva IPPC) e Autorizzazione alle emissioni (in applicazione del DLgs 152/2006, art. 272, come modificato dal DLgs n. 128 del 2010).

Entrambe queste autorizzazioni vengono rilasciate solo dimostrando di adottare tutte le migliori tecniche disponibili (MTD) per la mitigazione/riduzione delle emissioni in atmosfera di ammoniaca e gas serra. Per i settori avicolo e suino ci sono già e sono in via di aggiornamento: sono state illustrate dal referente regionale della Sezione Agroambiente le principali novità della nuova versione delle MTD (intervento dott. R. Salvò). Per quanto riguarda le MTD per le altre specie e categorie zootecniche (bovini in primis, considerato il loro “peso” nella zootecnia nazionale) sono in via di definizione le Linee Guida predisposte dal Gruppo di lavoro coordinato dal MIPAAF e composto da referenti delle Regioni del Bacino Padano (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna), dell’ISPRA, del CRA (Centro di Ricerche in Agricoltura) e del Ministero dell’Ambiente (intervento L. Morelli).

Le misure che possono essere in atto sono diverse e interessano tutte le fasi dell’attività zootecnica:

-          - alimentazione (interventi della prof.ssa L. Bailoni e del prof. S. Schiavon)

-          - gestione zootecnica e sanitaria degli animali (intervento della prof.ssa F. Gottardo)

-          - gestione delle deiezioni in azienda (ricovero, trattamento e stoccaggio; intervento del prof S. Guercini)

-          - utilizzo agronomico delle deiezioni (interventi del prof. L. Sartori e del prof. F. Morari)

Filo conduttore di tutte le misure è il miglioramento dell’efficienza: efficienza alimentare, efficienza produttiva e riproduttiva della mandria, conservazione dei nutrienti nelle deiezioni in vista del loro impiego in agricoltura, utilizzo efficiente delle deiezioni come fertilizzanti agricoli. La riduzione delle emissioni passa infatti per la riduzione degli sprechi e delle inefficienze nella produzione.

Interessante diventa quindi il connubio con l’economia aziendale: al di là degli obblighi normativi infatti, l’adozione di strategie per la riduzione dell’impatto ambientale deve essere vista come l’occasione per operare una razionalizzazione aziendale che nel lungo termine porta a dei vantaggi di tipo produttivo, grazie alla riduzione degli sprechi, energetici, idrici, alimentari e al miglioramento della produttività.

Indubbiamente l’introduzione in azienda di pratiche gestionali finalizzate a una zootecnia e ad un’agricoltura “di precisione”, nonché l’adeguamento delle strutture ai requisiti di efficienza (es. copertura degli stoccaggi, ampliamento degli stoccaggi o installazione di sistemi per la rimozione frequente delle deiezioni dal ricovero) comportano un investimento iniziale e un adeguato supporto da parte di tecnici qualificati. Interventi di sostegno in questo senso potranno venire dal nuovo PSR, che ha come focus proprio quello della sostenibilità ambientale dell’agricoltura e della zootecnia.

Da ultimo, è emerso chiaramente come sia sempre più necessaria una visione olistica della gestione dell’attività agricola e zootecnica, in piena ottica IPPC, per rispondere in modo integrato e il più possibile concorde alle sfide a cui gli operatori del settore primario sono chiamati a rispondere: la tutela dell’ambiente nel suo complesso, quindi la riduzione degli impatti negativi sul suolo, acque e aria, la conservazione della fertilità del suolo, il risparmio della risorsa idrica.

 

Relazioni disponibili sul sito di Veneto Agricoltura: http://www.venetoagricoltura.org/basic.php?ID=5860